Il "Disvedere": quando ignoriamo parti di noi stessi
C'è un potere speciale nei libri che va oltre il puro piacere della lettura. È la capacità delle storie di trasformarsi in bussole silenziose, capaci di orientarci nel nostro mondo interiore e di offrirci gli specchi giusti per comprendere dinamiche che, a volte, facciamo fatica persino a immaginare.
Cosa succede, ad esempio, dentro di noi quando decidiamo di non ascoltarci più?
Una risposta poetica e spiazzante ci arriva da una narrazione particolare, quella del romanzo La città e la città di China Miéville. L'autore immagina due mondi che coesistono e si sovrappongono nello stesso identico spazio geografico, ma i cui abitanti sono addestrati fin da piccoli a "disvedere" (dall'inglese unsee) tutto ciò che appartiene all'altro tessuto urbano.